Committente: Comune di Roma (RM)
Localizzazione: Roma - Flaminio
Programma: Concorso di progettazione Polo civico Flaminio
Progetto: In.Arch.Eco - Roma / Prof. Emanuele Fidone - Siracusa
Nel quartiere Flaminio, la via Guido Reni ha rappresentato, negli ultimi anni, l’asse delle trasformazioni contemporanee più significative e riuscite della Roma del XXI secolo.
L’intervento in esame, traguardato da via del Vignola, si inserisce come un ulteriore intervento che ricompone la frattura, che per molti anni hanno rappresentato gli impenetrabili blocchi delle caserme. Il nuovo Polo Civico Flaminio, si pone così da un lato in continuità con i grandi interventi eseguiti – Auditorium, MAXXI e il Ponte della musica - nel configurare le nuove opere con una forte immagine iconica, ma dall’atro lato propone un intervento che conserva intatta la storia del luogo e il carattere rigoroso dell’architettura militare esistente.
L’accesso principale al nuovo polo avviene su via del Vignola e si pone in continuità cromatica con gli edifici antistanti, appartenenti al grande complesso popolare ICP Flaminio II. Dal rosso pompeiano del Foro Italico al rosso del laterizio dell’Auditorium, il nuovo Polo Civico Flaminio si tinge di rosso cinabro e traghetta il vivido colore delle case romane fin nel cuore della nuova polarità urbana. La scelta cromatica diventa così il fil rouge del progetto, colore cardine del nastro continuo della pensilina, che connette e rilega i percorsi tra le diverse attività del nuovo polo.
Una piazza urbana, luogo aperto e di connessione con il quartiere, è il primo elemento che immette e guida l’asse viario di accesso, contrassegnato da una lunga panca.
Proseguendo lungo il percorso, il primo edificio che si attraversa è il Magazzino 20, in origine un parallelepipedo murario che mostra la struttura a telai coperta da 10 capriate metalliche continue disposte verso il fronte principale. Nel progetto si demoliscono le pareti murarie, conservando lo scheletro metallico esistente, lasciato a vista, interamente ricoperto da piante rampicanti e intrecciato alle alberature esistenti, ma mai intaccato dai nuovi blocchi costruiti. Così le 4 capriate centrali configurano un pergolato verde, mentre le 3 campate ad ovest ospitano la Casa del Quartiere, un piccolo volume allogato all’interno del telaio, e le altre 3 campate, diametralmente opposte, ospitano il volume della caffetteria con punto ristoro e giardino d’inverno: spazi aperti alla città, dove si possono svolgere attività ludiche e incontri di quartiere; configurando luoghi aperti, disponibili per la comunità tutta, in particolare per i futuri abitanti degli spazi residenziali in progetto.
Attraversando uno spazio verde continuo, guidati dal nastro rosso della pensilina, si accede al Padiglione 16, che ospita gli spazi della Biblioteca. Conservando il carattere dei padiglioni militari, il volume mostra il lato breve con doppia copertura a capanna, con la parte sommitale configurata da vibranti setti verticali paralleli, mentre lo spazio basamentale, arretrato e incavato, ospita nell’area porticata l’ingresso principale. Il volume della biblioteca si inserisce all’interno del padiglione esistente come un blocco autonomo, disgiunto dalla struttura principale dell’involucro, ma ad esso strettamente correlato. Al piano terra, trovano spazio le sale multimediali, i laboratori, la sala conferenze e sul fronte opposto la sala espositiva, luoghi di aggregazione sociale a servizio del quartiere. Una rampa lignea connette al piano superiore della biblioteca: uno spazio sospeso dove una distribuzione anulare lungo il piano ballatoio guida il percorso a partire dall’area per i bambini più piccoli fino ad arrivare agli adulti: uno spazio comune e condiviso, flessibile, ma distinto e organizzato per le diverse funzioni.



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